Corriere
delle Alpi
Sabato 10 maggio 2008
Col Cavalier, pronto il progetto
Veneto strade annuncia che la bozza definitiva sarà
a disposizione in estate, a disposizione 50 milioni su
un totale di 63
Ma Belluno continua a essere maglia nera nelle
infrastrutture
Mancano strade e vie Doglioni preoccupato: «Così non
cresciamo, siamo tra gli ultimi Serve una risposta»
BELLUNO. Il progetto definitivo del Col
Cavalier sarà pronto entro la pausa estiva. Parola di
Veneto strade. Nonostante questo la situzione delle
infrastrutture in provincia rimane davvero critica.
Una buona notizia - anzi ottima - e
tanti piccoli problemi che fanno un grande problema. Le
infrastrutture in provincia continuano a essere merce
rara, nonostante negli ultimi anni Belluno abbia
risalito la china delle realtà meno servite da strade,
ferrovie e servizi di trasporto in genere. «Siamo
novantacinquestimi a livello nazionale su centotre
realtà. Un abisso soprattutto se si considerano la
nostra vocazione industriale e turistica», allarga le
braccia Paolo Doglioni, presidente della Camera di
commercio e moderatore della sesta Giornata
dell’economia, che ieri ha portato nella sala conferenze
dell’ente la crema del mondo economico-finanziario
bellunese e alcune scolaresche.
Infrastrutture e turismo. Ironizza, ma è
un’ironia condita di amarezza, il presidente della
Provincia Sergio Reolon: «C’è da essere soddisfatti,
qualche anno fa eravamo penultimi, prima di Ragusa. Mi
chiedo solo cosa si è fatto per salire in classifica».
La preoccupazione di Reolon è collegata principalmente
al rilancio turistico del territorio e guarda agli
ancora eventuali mondiali di Cortina del 2013. «Dobbiamo
farci trovare pronti», dice ricordando la recente
istituzione di una cabina di regia composta da
Provincia, consorzio Dolomiti e Camera di commercio.
Segue un aut-aut: «O si parla davvero di turismo o certe
zone come il Comelico saranno costrette a scendere a
valle».
Prade e i mali della politica. Dà una lettura
differente, per certi versi diametralmente opposta, il
sindaco di Belluno Antonio Prade che sottolinea ancora
una volta «la difficoltà della politica di partorire
decisioni coordinate». Non manca un riferimento
all’attualità e al clima che si respira a palazzo Rosso:
«Il caso del comune è icastico», dice con il primo
cittadino con un certo senso dell’autocritica. Tocca a
lui aprire un capitolo sensibile, quello del
prolungamento dell’autostrada: «C’è ancora qualche
ritrosia ma siamo sulla strada giusta».
Soprintendenza-stop. Lancia alcuni strali nei
confronti della Soprintendenza l’assessore regionale
Oscar De Bona. «Il vero problema è che le scelte
condivise spesso ci sono ma queste vengono stoppate da
organi non sempre vicini al territorio», la dura presa
di posizione. «E’ così che spesso la mediazione, magari
davanti al prefetto, partorisce soluzioni parziali,
insoddisfacenti e costose». Sulla falsariga Veneto
strade: «La tutela paesaggistica e ambientale dovrebbe
diventare competenza degli enti locali. Spesso abbiamo
le mani legate».
L’autostrada della polemica. De Bona riprende
poi il tema autostrada, suscitando le critiche di Reolon.
«Mi pare che siamo tutti d’accordo per il prolungamento
da Longarone in su», l’esordio dell’amministratore
regionale. Sullo sfondo un infastidito Reolon: «Non
bisogna dire cose false». Il concetto sarà poi ripreso
dallo stesso Reolon un’ora più tardi, sollecitato dal
direttore di Assindustria Stefano Perale. «Finora c’è
condivisione per il prolungamento dell’autostrada fino a
Macchietto-Venas, per la realizzazione delle
circonvallazioni di Borca e San Vito e per la
sistemazione della galleria Comelico. Il tutto
accompagnato da uno studio di sostenibilità economica,
sociale e ambientale. Altre soluzioni non troverebbero
il consenso delle diverse istituzioni», il quadro del
presidente della Provincia.
Una luce per il Cavalier... A dare un segnale di
speranza è Silvano Vernizzi, amministratore delegato di
Veneto strade. «Il progetto definitivo del Col Cavalier
sarà pronto prima della pausa estiva», afferma con una
certezza che sembra assoluta. Ma non si tratta solo di
carte. «L’opera è per buona parte finanziata. Siamo
arrivati a cinquanta milioni di euro sui 63 occorrenti.
E’ un traguardo importantissimo». Restano ovviamente da
trovare i tredici milioni mancanti.
Vernizzi annovera il traforo tra le grandi opere,
accanto al famigerato passante di Mestre «pronto a
dicembre». Ma questa è un’altra storia.
... e una speranza per Feltre. L’amministratore
delegato di Veneto strade afferma come nelle intenzioni
della società ci sia anche il prolungamento della
Pedemontana, da sempre uno dei grandi sogni dell’alto
Trevigiano e del Feltrino, e il miglioramento della
viabilità da e per la val di Zoldo. «Il turismo»,
sostiene Invernizzi (ma non è l’unico nella giornata
dell’economia), «chiede facilità di accesso».
In ballo c’è l’emendamento al piano triennale delle
opere che la giunta regionale approverà a breve. «E qui
ci saranno a disposizione duecentocinquanta milioni di
euro per tutto il Veneto», anticipa l’amministratore
delegato. Guai però farsi illusioni: «Per una realtà
come la nostra sono pochi».
Tanto per dare una dimensione, la stessa cifra è stata
stanziata da Veneto strade nel Bellunese dal 2002 per
925 chilometri di tratti di competenza.
