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Corriere delle Alpi
domenica 2 febbraio  2007
Col Cavalier, via ai lavori a fine anno
  
Da Venezia arrivano 50 milioni di euro: il traforo diventa una realtà
«Un risultato ottenuto grazie a un’impeccabile 
gestione politica di questa vicenda»

BELLUNO. Via libera al tunnel del Col Cavalier. La Finanziaria regionale, approvata ieri mattina alle 6.40, porta buone notizie per la provincia di Belluno. Prima fra tutte lo stanziamento di 50 milioni di euro per il traforo che collegherà il ponte Dolomiti a Visome, un’opera attesa che regalerà maggiore scorrevolezza alla viabilità lungo la sinistra Piave. Soddisfatti il presidente Reolon e l’assessore Piol: «Se così fosse, a fine anno inizieranno i lavori».
 Brindisi in Provincia.
La soddisfazione per il finanziamento del tunnel di Col Cavalier si legge sui volti del presidente provinciale Sergio Reolon e dell’assessore alla viabilità Quinto Piol.
 I viaggi a Roma e a Venezia hanno dato i frutti sperati, portando al finanziamento di un’opera che fino a qualche anno fa sembrava un’utopia.
 «L’arrivo di questi 50 milioni di euro», commenta Reolon, «sono la dimostrazione che il lavoro paga. Come col demanio idrico, siamo riusciti ad ottenere un altro storico risultato per il Bellunese. Ci abbiamo sempre creduto e lo abbiamo dimostrato con i numerosi incontri tenuti a Venezia con l’assessore Chisso e i vari gruppi consiliari e a Roma con i vertici del Governo, aiutati in ciò dai nostri parlamentari. Abbiamo lavorato con capillarità, riuscendo a sensibilizzare maggioranza e minoranza in Regione circa l’importanza di questa opera».
 Reolon non lo diceva, ma era convinto che il traforo del Col Cavalier sarebbe stato finanziato in tempi brevi: «Nella capitale, dai vertici Anas e del Governo, avevo avuto rassicurazioni circa un interessamento romano alla viabiità provinciale e in modo particolare alle tre opere che ritenevamo prioritarie: Col Cavalier, appunto, la variante di Longarone e la Anzù-Busche, che hanno un preventivo di spesa pari a 250 milioni di euro. Bene, ero tornato dalla capitale con una rassicurazione: ci avrebbero accontentati su due di queste tre opere».
 Reolon e Piol tengono a sottolineare: «Mai prima di oggi il Bellunese aveva raggiunto un risultato tanto importante. E’ il frutto della capacità di questa amministrazione provinciale di tessere rapporti con tutti, senza tener conto dei colori politici di chi guida i vari enti. Un risultato che siamo riusciti ad ottenere grazie a una gestione politica impeccabile. E il tutto si evince dal fatto che i consiglieri regionali, destra o sinistra che siano, hanno votato a favore di questo provvedimento».
 Via ai lavori. «Entro la fine dell’anno partiranno i lavori». Lo promettono Reolon e Piol, che prevedono una velocizzazione dell’iter che porterà al progetto definitivo e all’inizio del traforo.
 All’appello mancano ancora 7 milioni di euro, visto che il prezzo stimato dell’intervento è di 57 milioni: «Non ci sono problemi», sottolinea Piol, «arriveranno a breve».
 E sulla fase d’attuazione dell’opera precisa: «Il progetto preliminare è pronto, con il placet della soprintendenza. Entro giugno dovremmo avere il disegno definitivo. A quel punto andremo avanti con l’appalto integrato, che comprenderà il progetto esecutivo e i lavori. Se tutto dovesse filare per il verso giusto, entro la fine dell’anno l’intervento dovrebbe iniziare».
 Come sarà. La galleria sarà lunga poco più di un chilometro e sarà realizzata tenendo conto degli ultimi accorgimenti in materia di sicurezza.
 Partendo da Belluno, l’ingresso lo troveremo all’altezza della rotatoria del ponte Dolomiti, l’uscita poco prima del distributore di benzina di Visome, dove c’è l’incrocio tra la strada provinciale e la comunale. «Tutto è pronto», sottolinea Piol, «dobbiamo solo mettere a punto qualche tassello, poi potranno partire i lavori di un’opera che andrà a risolvere un grosso nodo della viabilità provinciale. Senza dimenticare che il finanziamento regionale libererà i soldi che l’Anas aveva pensato di utilizzare su Belluno, contributi che potranno essere girati ad altre opere. E mi riferisco soprattutto alla variante di Longarone. Il risultato raggiunto, quindi, è doppio, se non addirittura triplo».

 

 

 

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