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Il Gazzettino
giovedì 7 settembre 2006
Il traforo del Col Cavalier cammina ...

  Il traforo del Col Cavalier cammina a braccetto con la variante di Longarone fra le priorità bellunesi che domani verranno presentate in Regione al ministro alle Infrastrutture Antonio Di Pietro. Un pacchetto da 135 milioni di euro che potrebbe essere finanziato grazie ai maggiori fondi che il presidente della Provincia Sergio Reolon è convinto di poter ottenere dal Governo Prodi anche grazie all'incontro con il ministro agli affari regionali Linda Lanzillotta, che incontrerà a Caorle alla festa della Margherita e con la quale affronterà il tema degli squilibri dell'arco alpino. «Ma sia ben chiaro - parte in attacco Reolon - che questa è la prima volta che usciamo fuori dalla sfera delle chiacchiere». La riprova dovremmo averla già fra qualche mese, con l'appalto dei lavori del traforo di Col Cavalier nella prossima primavera e quelli per la galleria di Longarone in autunno. «E parlo di cantieri aperti» precisa, rivolto agli scettici, il presidente della Provincia. Ieri mattina l'affaire Longarone si è delineato. L'idea di un tracciato viario lungo il Piave è stata abbandonata a favore di una galleria fino a Castellavazzo, dal costo di 164 milioni di euro, i cui lavori saranno divisi in due tranches. Il primo stralcio, da 80 milioni di euro, sarebbe quello da far partire entro l'autunno 2007. «Con la definizione del progetto è stato fatto il primo adempimento per poter accedere ai finanziamenti - precisa Reolon - ora l'Anas sa quale è la scelta indicata dal territorio e può dare il via all'incarico di progettazione. Questa riunione ha sbloccato una situazione ferma da anni».E poi c'è il Col Cavalier, che ha già un progetto preliminare per cui si può avanzare con quello esecutivo. Il costo in questo caso è di 55 milioni di euro. E Reolon è convinto di potersi portare a casa l'intero pacchetto. Lasciando fuori però Cortina, come ha sempre detto, poiché «sarebbe come costruire una casa partendo dal tetto e la tangenziale di Cortina non è fra le priorità del territorio anche se ha altri problemi da non dimenticare». Alla Regina delle Dolomiti potrebbe rimanere una mini variante da 10 milioni di euro con la galleria di Zuel. Ma in lista di attesa ci sono anche altre esigenze, dalla galleria del Comelico, per la quale saranno stanziati 6 milioni di euro per la messa in sicurezza in attesa di tempi migliori per il raddoppiamento, all'Anzù-Busche, nel Feltrino. All'incontro in Provincia ha partecipato a sorpresa anche Oscar De Bona. «Non discuto le scelte fatte - commenta - ma avrei sentito i sindaci interessati alle varianti in lista di attesa per concordare tutti insieme un piano di intervento».

   

 

 

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