Corriere
delle Alpi
giovedì 7 settembre 2006
Col
Cavalier, l’appalto in primavera
L’altra
priorità provinciale è la variante di Longarone, ma la
si realizzerà in galleria
Incontro
a Belluno con l’assessore regionale Chisso in
vista
del piano triennale Anas
Accelerata per il tunnel fra via Miari e Visome In
Valbelluna, invece, stracciata la soluzione lungo il
corso del Piave
BELLUNO.
Per
la galleria del Col
Cavalier
un progetto definitivo in tempi rapidi e l’appalto
integrato entro la primavera che verrà, per la variante
di Longarone un punto e a capo: stracciato il progetto
lungo Piave, si riparte studiando la soluzione in
galleria. Sono le due priorità che la Provincia ha
elencato ieri agli assessori regionali Renato Chisso e
Oscar De Bona in vista della definizione del piano
triennale Anas 2007-2009. Chisso l’ha detto: nel
triennio ci sono 300 milioni di euro per il Bellunese,
«frutto di finanziamenti accumulati da 5-6 anni». Non
dice che i soldi sarebbero quelli parcheggiati per la
tangenziale di Cortina. Ma le priorità sono priorità:
ieri, all’ordine del giorno c’erano anche la
variante di Valle lungo la 51 di Alemagna e la galleria
del Comelico e non se ne è di fatto parlato... per
mancanza di fondi. Tutto rinviato dal piano 2007-09 a
quello decennale.
Sul Col
Cavalier servono 55 milioni,
il progetto per ora è preliminare, ma è già in cassa
il parere positivo della Sovrintendenza. Il presidente
bellunese Sergio Reolon accelera i tempi, Chisso frena
solo un po’ («Un passo alla volta»), De Bona
suggerisce «di procedere con rapidità al trasferimento
al demanio statale dei tratti stradali comunali e
provinciali».
L’altra galleria «prioritaria», quella a
Longarone, è invece un progetto tutto da fare e una
spesa di 164 milioni di euro tutta da finanziare. Il
sindaco Pierluigi De Cesero, comunque, non si abbatte.
Anzi. «Un progetto era sulla carta», spiega, «ma la
variante non può correre sul Piave, e su questo palazzo
Piloni è d’accordo. Avremmo una serie di vincoli da
superare, il piano di assetto idrogeologico è contrario
e l’impatto sarebbe eccessivo. Se poi immaginiamo da
quelle parti anche un futuro prolungamento dell’A27...».
Meglio infilare auto e camion in tunnel, più o meno
(procedendo in direzione nord) da Villanova
all’ingresso di Castellavazzo. «Meglio», è sicuro
De Cesero, anche se così raddoppiano costi e tempi e
Longarone perde la precedenza rispetto a Col Cavalier.
«Non è una questione di concorrenza con Belluno»,
precisa De Cesero, «Noi vogliamo un progetto
sostenibile e ben fatto. Insomma, non uno sgorbio per il
territorio e non un palliativo al traffico: non si
tratta di far gare con il capoluogo, ma di pensare a
soluzioni efficaci per Longarone sì, ma anche e
soprattutto per la provincia alta. Dover aspettare 6
mesi in più, a questo punto, non è grave». Sì, ma i
164 milioni prosciugherebbero i quattrini del triennale
Anas («O arriva uno specifico contributo da Roma, o
nulla», sempre Chisso) e allora l’opera è stata
divisa in due stralci. Operativi. Cioè, con il primo e
un’ottantina di milioni entro il 2007 si dovrebbe già
avere una galleria.
Reolon sorride: «Dovevamo avere dei progetti, da
inserire nel piano Anas, per poi metterci in cerca dei
fondi. E i progetti ci sono o ci saranno presto, per due
opere strategiche per il Bellunese». Domani, a Venezia,
un incontro con il ministro Antonio Di Pietro dovrà
confermare quei 300 milioni.