Corriere
delle Alpi
martedì 21 marzo 2006
Fondi
per il progetto da Busche a Sedico
Brancher
e l’Anas indicano le priorità Nessun passo avanti per
il Col Cavalier
BELLUNO.
Due milioni e mezzo di euro per il progetto preliminare
della tratta tra Busche e Sedico nord. E’ questo
l’aggiornamento portato ieri dal sottosegretario Aldo
Brancher e dal presidente dell’Anas Vincenzo Pozzi,
saliti a Sedico per parlare della strada veloce della
Valbelluna. Un incontro atteso da un anno e carico di
aspettative, tanto che non sono mancati i toni polemici.
Ad accendere l’assessore provinciale Quinto Piol,
unica voce fuori dal coro, è stata la decisione di
fissare le priorità senza consultare gli enti locali,
che già si erano pronunciati sul Col Cavalier.
Nel
gennaio 2005 Brancher annunciò il suo impegno per la
realizzazione della strada della Valbelluna, da Ponte
nelle Alpi a Feltre, passando prima in sinistra Piave,
attraverso la galleria di Cadola, il traforo del Col
Cavalier e un nuovo ponte sul Piave, e da Sedico in
destra Piave. Un’opera da 577 milioni di euro, con
prospettive in dieci anni a partire dal 2006. I Comuni
attraversati hanno sottoscritto un accordo, accogliendo
il progetto di fattibilità, dopodiché la Provincia ha
organizzato consultazioni con le categorie economiche
(compresa Assindustria), gli enti locali e le forze
sociali per stabilire le priorità da comunicare a
Brancher, puntando sulla circonvallazione di Belluno e
in particolare il Col Cavalier.
Da quel momento non se ne è più saputo nulla,
fino a ieri. Brancher ha polemizzato con i giornali e
con il senatore Crema. «Andrebbe fatta meno ironia»,
ha detto il sottosegretario, «perché io porto avanti
le cose in maniera seria, senza raccontare bugie. Si
poteva fare una forzatura inserendo i soldi in
Finanziaria, ma non ce n’erano e sarebbe stato
disonesto lasciare un debito al prossimo governo. Io
sono un bellunese che se n’è andato, non ho nessun
obbligo, chiedo rispetto perché faccio le cose col
cuore, tacciano certi parlamentari che hanno fatto ben
poco per Belluno».
E’ toccato a Pozzi spiegare lo stato
dell’arte. «Dopo la validazione del progetto di
fattibilità, ora possiamo fare il preliminare, che verrà
diviso per lotti. Entro fine marzo verrà pubblicata la
gara per la redazione di questo progetto, che riguarda
la tratta centrale: Busche - Santa Giustina, Santa
Giustina - Sedico e variante di Sedico nord».
Per la stesura del progetto Anas mette a
disposizione 2,5 milioni di euro, mentre si calcola che
la realizzazione del percorso indicato costerà circa
250 milioni di euro. L’intervento completo invece è
inserito nel Dpef (il documento di programmazione
economica e finanziaria) e quindi in teoria godrà di
una corsia preferenziale.
Diverso il discorso del Col Cavalier (che ha già
il preliminare), sul quale non ci sono novità. Pozzi
assicura che il traforo è inserito nel piano triennale,
ma i soldi per quel piano non ci sono, o meglio dal 2005
non è più lo Stato a dare i soldi all’Anas, ma è
l’ente a dover reperire le risorse e attualmente non
c’è nulla di garantito.
Pozzi e Brancher spiegano anche le ragioni della
scelta sulla tratta centrale: «Ampliato il ponte di San
Felice sarà già disponibile il passaggio dalla
sinistra alla destra Piave». Il commissario
straordinario per le opere strategiche Bortolo Mainardi
infine, ha invitato a risolvere gli squilibri
territoriali: «Oggi la Valbelluna, come il collegamento
tra A27 e A23, è nel Dpef, ma le opere partono solo se
condivise e tutti, dal Bim ai Comuni, devono impegnarsi
anche finanziariamente». Irene Aliprandi