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Il GAZZETTINO
Venerdi 27 febbraio 2004
Via Miari, i cittadini convocano un'assemblea
Il sindaco: «Quella scarpata, solo nel 2001, ci è costata un miliardo. A pagare è sempre Belluno, 
ma di là passa tutta la provincia»
Il comitato dei residenti in Borgo Piave e via Montegrappa si riunirà per esaminare la situazione. L’assessore Vincenzo Agostini assicura che i lavori non dureranno a lungo

Sapete quanto è costata nel solo 2001 la manutenzione del pendio che incombe su via Miari? Un miliardo di vecchie lire, soldo più soldo meno. «È un vero pozzo di San Patrizio, quella scarpata - si lamenta il sindaco Ermano De Col - Ma quel che è peggio è che quei soldi non risolvono un bel niente. Se invece fossero rimasti a disposizione del bilancio comunale, avremmo potuto fare un mutuo per dieci miliardi da investire in opere pubbliche». Come l'assessore Vincenzo Agostini, anche il sindaco è dell'idea che l'unica via d'uscita dalle sabbie mobili della Sinistra Piave sia il tunnel di Col Cavalier: «I parlamentari bellunesi ci avevano detto che un qualche stanziamento sarebbe stato inserito nella legge finanziaria. Avevamo contattato anche il sottosegretario Aldo Brancher. Ma purtroppo non s'è visto niente». La verità è che la finanziaria, invece di portare soldi, ha tolto a Belluno due miliardi delle vecchie lire: «Per questo - continua De Col - siamo stati costretti ad aumentare l'Ici di un punto. L'abbiamo fatto per non tagliare sulla cultura, sui contributi alle associazioni, alle società sportive che seguono centinaia di bambini. Sono a volte contributi minimi, indispensabili però a tenete in piedi il volontariato sociale. Certo, i marciapiedi, l'illuminazione nuova e tutte quelle cose che le frazioni mi chiedono di fare sono congelate. Almeno fino a che il governo non sblocca l'addizionale Irpef, che ci può dare le risorse per pagare le rate dei mutui». 
Tornando a via Miari: quella di ieri è stata l'ennesima giornata di passione per gli automobilisti, costretti a un supplemento di pazienza, visto che nelle ore di punta la coda era più smisurata del solito. Ma non sono solo i pendolari a soffrire il senso unico alternato: anche chi abita tra Borgo Piave e via Montegrappa è esasperato, tanto che la questione della frana sarà uno dei punti all'ordine del giorno in un'assemblea convocata per i prossimi giorni al centro San Nicolò di Borgo Piave. «La frana per noi è quasi una buona notizia - dice sarcastico Anacleto Boranga, portavoce del comitato dei cittadini che abitano in zona - Speriamo che si prenda coscienza che il problema non si risolve con i tamponi, che la soluzione è il traforo di Col Cavalier». D'accordo con il sindaco e con l'assessore Agostini, Boranga osserva che in questi giorni si è aggravata la tendenza degli automobilisti a passare con il rosso, per accorciare il più possibile l'attesa interminabile davanti al semaforo. «Un tempo - dice - la cosa non era così frequente». I lavori di ripulitura della scarpata ballerina non sono ancora cominciati. Questione di giorni, dice l'assessore Agostini, che assicura anche che i lavori non dureranno a lungo, perché l'intervento consisterà solo «nell'asportazione del materiale caduto». Del resto, non sembra essere quello il punto. Il problema è un altro: a quando la prossima frana? Il sindaco aggiunge anche un altro interrogativo: «Chi pagherà la rimozione del materiale? Ancora il Comune e i contribuenti di Belluno, anche se come tutti sanno su quella strada passa tutta la provincia».

 

 

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