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Corriere delle alpi 28 dicembre 2005
Gli abitanti raccoglieranno firme per farla ripristinare
Borgo Piave senza buca postale

Poste italiane: «Non era più conveniente economicamente»

  BELLUNO. Borgo Piave è rimasto senza cassetta per la posta. La scoperta è avvenuta circa quindici giorni fa. Una cosa improvvisa capitata senza alcun preavviso o segnalazione da parte di Poste italiane. «All’inizio pensavamo a un furto o a uno scherzo», dice Rosalina Cedri, che gestisce il supermercato di Borgo Piave, sul cui muro era fissata da oltre 50 anni la cassetta postale in questione e nel cui esercizio si acquistano anche valori bollati. «Hanno tolto una cassetta dal muro di mia proprietà senza nemmeno avvisare. Una cosa inaudita».  Ad accorgersi del fatto sono stati i volontari del Ceis, che hanno sede proprio a Borgo Piave, che qualche settimana fa, giunti come sempre all’altezza del negozio di generi alimentari per imbucare le lettere, non hanno trovato più nulla.  E adesso per i residenti sono iniziati i problemi. «Questo è un borgo abitato per lo più da persone anziane», dice Nadia Cibien «che hanno, quindi, problemi di deambulazione e l’unica alternativa per loro per poter imbucare rimane o la filiale al di là del ponte della Vittoria in via Mezzaterra o quella in centro».  «Non appena ci siamo accorti che la cassetta era sparita, abbiamo chiamato le Poste e dopo un paio di giorni abbiamo saputo che da Roma è arrivato l’ordine di tagliare per contenere i costi e hanno iniziato proprio da qui, un borgo dove invece la presenza di una buca delle lettere era importante. Prima venivano a svuotare la cassetta due volte al giorno, magari per contenere i costi potevano svuotarla due volte alla settimana. Capisco che qui non c’era quella mole di missive come in altre zone, ma le esigenze erano diverse», dice la titolare del supermercato.  E così adesso a Borgo Piave i residenti si stanno muovendo per raccogliere delle firme e presentare una petizione al Comune e alle Poste per il ripristino della buca. «Avevamo chiesto alle Poste che almeno venissero a sistemare il buco lasciato sul muro. Ci avevano promesso che sarebbero venuti prima di Natale, ancora una settimana fa, ma li stiamo ancora aspettando» dice Cedri.  «La cassetta è stata tolta considerando la distanza dalle altre sparse nel territorio, il numero dei residenti e il gettito della buca stessa, vale a dire la produzione di lettere giornaliera: fatti questi conti non era più produttivo economicamente tenerla». Così risponde la direzione centrale di Poste italiane. «Era poco remunerativo far fare al camion 3 chilometri per raccogliere pochissime missive e molto spesso nessuna. La cassetta più vicina è, quindi, quella di via Montegrappa, non troppo distante».  Comunque, assicurano da Poste Italiane, non saranno tolte altre cassette per le lettere in provincia. «Questo però non toglie che se ci saranno proteste o verranno portate dalla popolazione residente delle buone motivazioni, si potrà riconsiderare la scelta di asportare quella in via Borgo Piave». (p.d.a.)

   

 

 

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