Corriere
delle Alpi
domenica 6 novembre 2005
«Per
via Miari servono 3-4 milioni di euro»
Il
comune non li ha e chiede aiuto ai parlamentari
bellunesi
BELLUNO.
Per
allontanare «in via definitiva» il rischio frane da
via Miari servono 3-4 milioni di euro. I conti li ha
fatti il comune, che però quei soldi non li ha e perciò
si è rivolto ieri a parlamentari e consiglieri
regionali bellunesi, oltre che al presidente della
Provincia Reolon e al sottosegretario Brancher.
L’appello è più che altro un grido d’aiuto.
«Via Miari», spiega l’assessore Livio Viel, «è un
esile filo che unisce il territorio provinciale sulla
direttrice est-ovest». Negli ultimi 4 anni, le frane
l’hanno tenuta chiusa per oltre 150 giorni e hanno
costretto palazzo Rosso a spendere più di 750 mila euro
in manutenzioni, monitoraggi e interventi d’urgenza:
«Un impegno che l’amministrazione comunale non può
reggere all’infinito», aggiunge Viel, «E, senza
interventi radicali, è assolutamente certo che la
situazione sarà sempre soggetta a rischi». Dopo
l’incontro con il Comitato di Borgo Piave, si
attendono buone notizie (quantificabili in denaro) da
parlamentari e rappresentanti a Venezia. Serve «una
concorde e sinergica risposta da parte di tutte le
istituzioni» e palazzo Rosso segnala «con piacere» di
averla fin qui registrata. Nei prossimi giorni,
ripartiranno pure i lavori del tavolo tecnico avviato lo
scorso anno con la Provincia, ma, per ora, tutti
continuano a guardare con il fiato sospeso il monitor
del sistema di rilevamento che tiene sott’occhio il
versante a ridosso di via Miari, rileva da subito
eventuali movimenti franosi e dispone automaticamente il
blocco della circolazione. «Una scelta importante per
la sicurezza», dice l’assessore Monica Nevyjel, «ma
che lascia inalterata la situazione generale» e pure le
ricadute di ulteriori chiusure sul piano economico.
Per voltare pagina, bisognerebbe «modificare
l’angolo d’incidenza della frana che sovrasta via
Miari e sistemare il terreno sul Piave». Appunto, dai 3
ai 4 milioni di euro, mentre dalle Finanziarie arriva
un’altra delusione: quella 2006 non prevede fondi per
realizzare il traforo del col Cavalier, quella
successiva (a parlamento rinnovato) richiederà la
ripresa dell’intero iter.