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Il Gazzettino
domenica 30  ottobre 2005
Gelo sul Col Cavalier: niente soldi
Comune e Provincia: è la priorità. 
Un progetto per rimuovere la frana di Via

   Il traforo del Col Cavalier è una priorità per l'intera provincia, ma non ci sono i soldi per realizzarla. La frustrante conclusione è emersa dall'affollato incontro dell'altra sera nell'ex asilo San Nicolò organizzato dal Comitato popolare Borgo Piave-Oltrepiave per sapere «a che punto siamo». E di soldi ci sarebbe bisogno anche per il nuovo progetto di rimozione della frana in via Miari. E' stato un incontro affollato soprattutto di cariche istituzionali e di parlamentari. Mancava invece il sottosegretario bellunese nel governo, Aldo Brancher, che aveva promesso i finanziamenti. 
«Il Comune l'ha definita un'emergenza - spiega il presidente del Comitato, Grabriele Crespan - la Provincia ne ha fatto un progetto preliminare e ora una priorità, la Regione Veneto ha chiesto di inserirla nei piani dell'Anas, disposta a farla e firmataria di un proto
col lo d'intesa con la Provincia, i parlamentari hanno dichiarato in più occasioni l'impegno. Sempre più forte e incalzante è la pressione della gente, ormai esausta per le lunghe e continue code giornaliere fra via Miari e via Montegrappa. E' un problema di carattere provinciale».Lo ha ribadito l'assessore comunale ai progetti strategici, Livio Viel, ricordando sia la valenza contingente (la frana di via Miari) che quella strategica per l'asse viario est-ovest in Sinistra Piave. «Stiamo facendo il possibile per la priorità della viabilità provinciale. Il Prg, un progetto preliminare nel 2003 fra Comune e provincia, la sua consegna all'Anas, l'accordo di Villa Pat fra i Comuni da Ponte nelle Alpi al Feltrino, il protocol lo in cui il sottosegretario Brancher s'impegna ad attuarlo entro dieci anni. E intanto i cittadini di Belluno sborsano ogni anno centinaia di migliaia di euro per la sicurezza di via Miari, oltre 1 milione negli ultimi cinque anni». Dunque Col Cavalier è il futuro, via Miari il presente. Ora l'assessore alla viabilità, Monica Nevyjel, che ha ereditato la manutenzione del territorio dall'assessore dimissionario Agostini, sta studiando come garantire una sicurezza radicale alla strada che costeggia il Piave. L'ingegner Tito De Biasio sta realizzando uno studio di fattibilità per dimezzare grosso modo l'inclinazione del versante, ma serviranno milioni di euro.E i nostri parlamentari? Giovanni Crema ha ricordato una storia già dolorosa, quella della Cedola-Mas, quei famosi 127 miliardi che la legge sui mondiali di calcio del 1990 non ci ha (più) dato, e il suo impegno nel chiedere inutilmente lo stanziamento nelle ultime due finanziarie. Maurizio Fistarol non poteva non ricordare le promesse vane (finora) di Brancher, l'Anas che non ha soldi, la Società autostrade che lascia poche speranze dopo l'incontro di quest'estate fra tra Fistarol-Reolon e Vito Gamberale. E la finanziaria non ha soldi davvero per il tunnel del Col Cavalier . Lo ha ribadito anche Maurizio Paniz, sottolineando però come le vere priorità siano state risolte. Lui vede tre possibilità: l'inserimento dell'opera nel piano triennale dell'Anas, un'occasione con la candidatura di Cortina ai mondiali di sci o come opera di contorno nel prolungamento dell'autostrada da Pian di Vedoia al Friuli.Che il traforo del Col Cavalier siala priorità dell'intera provincia di Belluno è emerso ieri dal presidente della Provincia, Sergio Reolon, memore dei progetti preliminari, dell'impegno per la viabilità mostrato di recente con le rotatorie. Pronto a sostenere l'urgenza di via Miari in Regione si dice il consigliere regionale Dario Bond, mentre dal suo col lega Giampaolo Bottacin è venuta una critica al ministro Lunardi per le assicurazioni di 200 milioni di euro date a Cortina per la circonvallazione, che non è una priorità provinciale. C'è stato anche un intervento del presidente dell'Associazione industriali, Celeste Bortoluzzi, per sollecitare, come altre volte, la politica del fare, anche se sono rimaste sullo sfondo di questo incontro le tinte fosche di una finanziaria povera per Belluno. Costerebbe la metà, sostiene l'ingegnere Piero Sommavilla, una strada in trincea e una galleria artificiale più breve, lungo un tracciato in salita e discesa.

  Flavio Olivo

 

   

 
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