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Il Gazzettino
Martedì 18  maggio 2004
Via Miari spacca anche il Comitato di Borgo Piave
Centotrenta firme su un documento critico nei confronti della posizione assunta finora dai responsabili del movimento

  

Il Comitato del borgo è uno, ma il Piave lo spacca. Fisicamente e dialetticamente, al punto che potrebbe nascerne un altro. Centotrenta di loro hanno messo la propria firma in calce a un documento che in buona sostanza sancisce una sorta di frattura fra Borgo Piave e Oltre Piave, fra via Uniera dei Zater e dintorni e via Montegrappa. Lo spunto per affermare questa differenza è venuto dalla riunione d'urgenza che il Comitato ha tenuto mercoledì scorso per esprimere una posizione sulla gestione dell'emergenza in via Miari, che ha stravolto l'accesso e l'uscita dalla città sulla sinistra Piave.Sono cittadini delle vie Uniera dei Zater, Rugo e Caduti ponte San Felice, molti di quali gli stessi che due anni fa, quando via Miari rimase chiusa completamente, stesero lenzuola su balconi e finestre per una protesta che ritennero poco condivisa dai dirimpettai d'Oltre Piave. «La distanza presa dal Comitato nei confronti dei residenti del Borgo in situazioni d'emergenza, oggi come in passato - si legge nel documento - sicuramente non contribuisce alla soluzione dell'attuale gravoso problema». Esibendo il non indifferente numero di firme a chi li ha definiti pochi abitanti, sostengono di «non avere mai orientato l'amministrazione comunale verso scelte che potessero danneggiare gli altri residenti della zona a proprio vantaggio. Al contrario, l'intento è sempre stato volto semplicemente a evidenziare la peculiarità dei problemi del Borgo».

Gli abitanti si sentono legittimati a questa presa di distanze ricordando anche di «sopportare da decenni un traffico sproporzionato alla strozzatura della strada che lo attraversa e tanto meno alla tipologia delle case prospicienti la via», che oggi si ripropone sia pure in un'emergenza sempre più frequente. E avvertono: «Nel caso in cui il Comitato non dovesse condividere tali precisazioni, potremmo non considerarlo più come referente e rappresentante». Al Comune riconoscono invece come «non abbia mai voluto privilegiare una zona a scapito di un'altra» sia durante i colloqui che nelle soluzioni adottate.

Mentre in riva al fiume al malcontento si aggiunge la polemica, i lavori in via Miari proseguono. Si sta conficcando una serie di micropali sotto la strada, per sostenerla ed evitare il pericolo di cedimenti insorto con il passaggio sempre più massiccio di mezzi pesanti negli ultimi dieci anni. Dureranno tre settimane e solo dopo potranno iniziare quelli di asportazione del materiale che si è accumulato sulle reti di protezione con le quali è ingabbiato un tratto di versante a monte. «Contiamo di completare questo intervento nel giro di un mese e mezzo - riferisce l'assessore delegato Vincenzo Agostini - mentre gli uffici comunali stanno valutando la possibilità di procedere a riprofilare il pendio per sottrargli pendenza e quindi rischi di smottamenti». Il comandante della polizia municipale, Massimo Belli, continua a mantenere vigili nei punti strategici di quella parte della città, per dare indicazioni agli automobilisti o impedire che i Tir transitino in zone proibite ignorando le indicazioni.

Flavio Olivo

 


 
Borgo Piave
Via Uniera dei Zater

 

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