Alle
ore canoniche dell'ufficio e della scuola via Miari è
tornata in colonna, come se le rotatorie del Ponte
Dolomiti e del Billa non ci fossero. L'istituzione del
senso unico in direzione di Ponte nelle Alpi, deciso
sabato pomeriggio dopo il peggioramento della situazione e
in vista dei lavori di consolidamento della sede viaria e
di rimozione del flysch accumulatosi dietro le reti di
protezione a monte, non poteva non creare rallentamenti e
code. Più di qualche automobilista ha dato modo di non
essere informato sulla variazione decisa e addirittura un
mezzo di Dolomitibus è stato costretto a tornare
indietro: chi arriva da Limana e da via Monte Grappa non
potrà inforcare il Ponte della Vittoria per andare in
centro, ma dovrà girare a destra e percorrere via Miari
per poi svoltare a sinistra sul Ponte Dolomiti e quindi
dirigersi in città, oppure proseguire per Levego e Ponte
nelle Alpi; in senso contrario i veicoli diretti in via
Monte Grappa e nella Sinistra Piave dovranno raggiungere
la rotatoria del Billa, svoltare in via Uniera dei Zater
e, attraverso il Ponte della Vittoria.
Come
spiega il comandante della polizia municipale, Massimo
Belli, il problema serio riguarda il traffico pesante,
ovvero i camion di portata superiore a 18 tonnellate, che
non sono pochi lungo le strade di questa provincia, specie
quelli che trasportano inerti. Per loro la Sinistra Piave
si allontana parecchio. Quelli più lunghi di dodici metri
e alti quattro e quaranta non potrebbero certo affrontare
il ponte della Vittoria e nemmeno la galleria Belluno,
nata troppo piccola per loro. Se provengono
dall'autostrada, dovranno percorrere il tratto non a
pagamento fino a Pian di Vedoia, tornare indietro fino al
bivio di Ponte nelle Alpi, prendere la statale 50,
arrivare in città, attraversare il ponte degli Alpini e
proseguire fino a Bribano, prendere l'ex statale del San
Boldo, attraversare il Ponte di San Felice, dove vige il
senso unico alternato, ed entrare nella superstrada della
Sinistra Piave.
«Sono
questi mezzi - spiega l'assessore Vincenzo Agostini - i
responsabili dei cedimenti in via Miari. Dieci anni fa non
erano così numerosi e la strada è rimasta quella. E' un
problema provinciale, che richiede un approccio
sovraccomunale. Il protocollo fra Comune e Provincia per
chiedere all'Anas che se ne faccia carico è una pietra
miliare, ma oggi non si può non rilevare come in questi
anni un problema del genere, capace di mettere in croce la
viabilità della Val Belluna, sia stato trascurato a
vantaggio magari di opere inutili o, quanto meno, di
secondaria importanza rispetto a questa sulla quale esiste
da parecchi anni una relazione».
Nel
tardo pomeriggio l'assessore è stato di nuovo in
sopralluogo in via Miari, dove staziona sempre una
pattuglia dei vigili urbani. Della nuova viabilità sono
stati informati il Comune di Ponte nelle Alpi, la Società
Autostrade e l'Anas.Flavio Olivo