(F.O.)
Il necrologio del grande pioppo al Ponte della Vittoria è
di un socio del Centro turistico giovanile e del Comitato
popolare di Borgo Piave e dell'Oltrepiave. Anacleto
Boranga, come tanti altri cittadini, ha dato l'addio al «patriarca
vegetale» sacrificato ieri dal Comune in nome della
sicurezza. L'intervento, programmato per domenica 18
aprile, è stato completato ieri.
«Costituiva
un maestoso e vigoroso punto di riferimento alle porte
della città e una sorta di biglietto vegetale di
presentazione degli ospiti - scrive Boranga - ora è stato
deciso di tagliarlo lasciando un vuoto che toglie qualche
cosa d'importante alla fisionomia della parte meridionale
della città».
Davvero
era un pericolo per la circolazione e per il ponte? «Certo
alla sua espansione non sono rimaste indifferenti le parti
più superficiali della spalla del ponte, ma le esistenti
fessurazioni non sembrano avere preoccupato i tecnici
responsabili, visto che esse sono presenti da molti anni.
Non si può dire nemmeno che le condizioni fitosanitarie
fossero preoccupanti, salvo qualche ramo secco, che andava
opportunamento potato. Lo dimostrano le fette del tronco
senza segni di particolare sofferenza».
Su questo malinconico addio il
Comune ha poco da dire, se non ribadire attraverso i
servizi tecnologici del Settore territorio che la pianta
era malata e che il ponte soffriva l'invasione delle sue
radici. L'intervento, iniziato domenica 18 aprile, è
proseguito ieri. La chiusura del ponte della Vittoria ha
provocato qualche disagio alla circolazione, perché chi
proveniva da Ponte nelle Alpi non ha trovato alcuna
indicazione di svoltare sul ponte Dolomiti per entrare in
città. Molti sono stati costretti ad allontanarsi in
direzione di via Monte Grappa per poi tornare indietro. Lo
stesso Boranga ha osservato che i semafori erano inutili
in assenza di traffico sul ponte, ma la polizia municipale
spiega che la loro disattivazione avrebbe compreso anche
quelli di via Alzaia e via Uniera dei Zater creando caos.
In ogni caso il ponte è stato presidiato da un vigile.