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IL
GAZZETTINO
Sabato 3 Aprile 2004
BORGO
PIAVE Ieri l’affollato incontro del sindaco, dell’assessore
Nevyjel e dell’ing. Piazza con la popolazione
L'obiettivo
è chiudere il ponte
«Ma
prima bisognerà realizzare le rotatorie». E per il Col
Cavalier si pensa ad un comitato
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Cominciamo
con le rotatorie, al ponte Dolomiti in sinistra Piave e
tra le via Lungardo e Dendrofori, inibiamo l'accesso al
ponte della Vittoria, via Alzaia solo a salire,
ottimizziamo i semafori. Quando gli utenti si saranno
abituati togliamo il semaforo sulla destra da via Monte
Grappa, allunghiamo la zona di accumulo e poi togliamo
anche il semaforo. In due fasi si cercherà di risolvere
qualche problema della viabilità sud, ma tutto deve
essere attuato con moderata progressione per essere
attentamente monitorato e, nello stesso tempo, senza
scaricare i problemi in altri nodi della città. Ieri sera
nella sala di via Rugo questo piano è stato illustrato ai
cittadini di Borgo Piave convocati dal locale comitato
popolare per discutere con l'amministrazione comunale il
tema di fondo della vivibilità del quartiere. Prima però
il sindaco ed il presidente della Provincia avevano
riassunto l'iter che, dalla Cadola-Mas del libro dei sogni
di un tempo, dovrà portare inevitabilmente al traforo di
Col Cavalier, vero snodo del problema su scala
provinciale. Per inciso l'assessore Livio Viel aveva
fornito notizie positive sul proseguimento dei lavori per
il recupero dell'area dell'ex-conceria Colle chiedendo
proposte agli abitanti sull'utilizzo delle nuove strutture
che saranno realizzate in loco. La soluzione di Col
Cavalier passa però attraverso l'Anas, la Regione e lo
Stato, comune e provincia sono d'accordo, ma ci vuole uno
sforzo ingente. Si parla di permuta per statalizzare buona
parte della provinciale della Sinistra Piave con
altrettanta tratta dell'attuale statale di Destra Piave.
Pertanto le soluzioni proposte dal piano illustrato
dall'ing. Grazioso Piazza, consulente di Mobel, sono
ragionevolmente praticabili per ridurre per quanto
possibile le code di ingresso e di uscita dalla città.
Sono realizzabili in tempi sufficientemente brevi, le
sperimentazioni vanno fatte, ma solo la loro verifica sul
campo ci dirà se i ragionamenti a tavolino avranno
l'effetto pratico sperato. C'è stato chi, come il
consigliere d'opposizione Gabrieli, ha accusato
l'amministrazione di non averle attuate, ma l'assessore
Nevjel ha assicurato che in poche settimane le rotatorie
saranno una realtà. C'è chi, come qualche componente del
comitato borghigiano, ha voluto instillare una flebile
dose di ottimismo nei presenti, ma ha anche sostenuto che,
se necessario, si potrà anche mobilitarsi in varie forme,
dallo scendere in piazza sino a costituire un apposito
comitato popolare pro-traforo di Col Cavalier. In
definitiva l'incontro di ieri sera ha detto che
borghigiani e comune possono e debbono battersi assieme
per la soluzione di un problema che sta strozzando sempre
di più la città e mina anche la qualità della vita del
borgo. Non rimane che verificare sul campo come gli utenti
della strada si adegueranno alle due fasi del piano
proposto, ma non è detto che, in corso d'opera, si
potranno adottare ulteriori aggiustamenti dettati
dall'esperienza.
Dino
Bridda
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Borgo Piave
Via Uniera dei Zater
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