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CORRIERE DELLE ALPI
Domenica 7  marzo 2004
Via Miari, Castion vuole la bretella

De Moliner: «Quel tracciato è già stato abbandonato»

BELLUNO. Perché nessuno fa un comitato a favore del traforo del Col Cavalier? Se lo chiede il consigliere Ds Roberto De Moliner, che critica l’ultima iniziativa mossa da alcuni cittadini di Castion. La proposta contenuta nella petizione riprende un vecchio tracciato, ormai eliminato dal piano regolatore perché, come spiega De Moliner, è troppo costoso e segue un terreno a rischio idrogeologico.
 Il consigliere di opposizione Celeste Balcon appoggia la proposta: «La bretella che Comune e Provincia pensano di realizzare sale a Castion lungo la Val de’ Bati e si immette lungo la provinciale alla “curva Zanolli”, in via De Amicis. Quel tratto però è un vero budello, dove non si può costruire nemmeno un marciapiede. I cittadini di Castion vogliono recuperare il vecchio progetto, che passa in destra orografica alla Val de’ Bati e arriva al distributore, con minor impatto ambientale, evitando la zona residenziale e superando il tratto più pericoloso di via De Amicis. La spesa non è di troppo superiore e mi risulta che i problemi non fossero idrogeologici, ma legati alla difficoltà negli espropri».
 De Moliner è invece molto critico. «La proposta non è nuova per l’amministrazione comunale», spiega, «il tracciato proposto era inserito nel prg, poi modificato con l’attuale a causa dalla fragilità idro-geologica della zona e per i costi troppo elevati, oltre il doppio rispetto all’attuale. Il Comitato nasce in coincidenza del nuovo movimento franoso in via Miari. Le difficoltà viarie per il Castionese sono reali, quindi la nascita di un comitato che sostenga una rapida soluzione è legittima, ma resta il fatto che la soluzione dei problemi è strettamente legata alla realizzazione del traforo di Col Cavalier per il quale “stranamente” non si è vista la nascita di nessun comitato. Nel frattempo», continua De Moliner, «la frana rimane lì pronta a mettersi in movimento ad ogni evento atmosferico, evidenziando che la zona determina la fragilità della viabilità provinciale, indicando che il traforo è l’intervento prioritario per tutta la provincia. In questa situazione di stallo se non giungono segnali chiari da Provincia e Regione e dai nostri rappresentati istituzionali, che mirino alla realizzazione dell’opera entro tempi ragionevoli, penso che non si possano più chiedere ulteriori sacrifici ai cittadini di Belluno per garantire la viabilità provinciale. L’amministrazione comunale, allo scopo di tutelare la salute dei propri cittadini residenti a Borgo Piave, è legittimata a non consentire, in alternativa di via Miari, che il traffico provinciale attraversi la borgata».
Irene Aliprandi

 
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